Armando Nuzzo

Quali sono le sue specializzazioni, i suoi campi di ricerca? Da quando si occupa di questi temi? Da quando insegna alla Pázmány?
Ho conseguito due lauree, una a Roma in Lingua e Letteratura ungherese e una a Firenze in Materie letterarie (orientamento classico), con una tesi di letteratura medievale e umanistica. I miei campi di ricerca sono la Letteratura ungherese, la Letteratura umanistica e la Traduzione letteraria. Ho iniziato gli studi di magiaristica nel 1985 presso l’università La Sapienza di Roma, quelli di Italianistica e Latino Medievale e umanistico nel 1992 presso l’Università degli Studi di Firenze. Insegno alla Pázmány dal 2005.

Quando era studente ha seguito qualche corso in una università straniera?
Tra il 1986 e il 1989 ho vinto alcune borse di studio del Ministero degli Affari Esteri e così sono potuto andare più volte in Ungheria: all’università di Debrecen e all’ELTE. In quest’ultima ho potuto seguire lezioni e seminari di Lingua e Letteratura ungherese, rumena e slovacca. Ho avuto anche la fortuna di poter frequentare il Centro di Studi sul Rinascimento dell’Accademia delle Scienze, allora diretto da Tibor Klaniczay e per due anni consecutivi ho partecipato ai seminari estivi di traduzione letteraria di Mihályi.

Come ha scelto il paese e l’università, sapeva qualcosa degli insegnanti e delle materie insegnate?
Non c’erano grandi possibilità di scelta, né tante informazioni. Si indicavano i paesi in cui si parlavano le lingue studiate e si inviava una richiesta al Ministero degli Affari Esteri Italiani. Una commissione mista decideva a chi assegnare le borse disponibili. Per quanto riguarda Ungheria c’era la possibilità dell’università estiva di Debrecen e le borse invernali presso l’università statale ELTE di Budapest.

Ha avuto esperienze recenti del lavoro che si svolge in università all’estero e degli studenti?
So per esempio degli studi e delle ricerche svolti all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e all’Università La Sapienza di Roma. Ho potuto anche incontrare gli studenti di questi atenei.

Ha insegnato in una università straniera? Ha compiuto o compie ricerche con colleghi di atenei stranieri?
Grazie all’Erasmus ho potuto tenere corsi presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Sono stato poi ricercatore all’Università La Sapienza di Roma tra il 2015 e il 2016 e ho diretto con alcuni colleghi la Rivista di Studi Ungheresi.

Che idea si è fatto degli studenti stranieri che seguono i suoi corsi?
Gli studenti stranieri sono generalmente molto attenti e desiderosi di fare una esperienza utile alla loro carriera. La mia esperienza è senza dubbio molto positiva.

Ha rapporti personali con gli studenti stranieri fuori dello stretto ambito delle lezioni?
No.

Ha l’occasione di contribuire a far conoscere l’Ungheria e la cultura ungherese agli studenti stranieri?
Sì, per esempio attraverso lo studio dei rapporti storici, culturali e letterari intercorsi o che intercorrono tra il paese di appartenenza e l’Ungheria.

Le piace insegnare agli studenti stranieri?
La presenza di studenti stranieri va considerata una risorsa molto importante, che arricchisce la fase di apprendimento durante un corso e consente un più ampio scambio di idee durante i seminari. Gli studenti si aiutano vicendevolmente e sono quindi molto contento quando in un gruppo ci sono studenti di diverse nazionalità

Secondo lei le esigenze e le aspettative degli studenti ungheresi sono diverse da quelle degli studenti stranieri?
No, non vedo differenze particolari, se non nelle abitudini di studio, visto che lo svolgimento degli esami non è sempre uguale nei differenti paesi.

In che modo riesce a presentare agli studenti stranieri il passato e lo spirito della nostra università?
Cercando di offrire la massima qualità nelle lezioni e nei seminari, dimostrando con ciò la serietà e la solidità del nostro Ateneo. Anche la mia stessa esperienza personale parla in qualche modo della stima di un’istituzione.

Le capita di dare consigli agli studenti ungheresi che desiderano andare all’estero con la borsa Erasmus? Se sì, quali punti di vista segue nei suoi consigli?
Sono gli studenti a chiedere informazioni e a fare domande e io li aiuto volentieri. In base alle loro domande cerco di spiegare le differenze tra le università che vorrebbero scegliere, sia dal punto di vista dell’offerta didattica e della ricerca sia da quello economico-sociale e culturale delle città che ospitano gli atenei.

Quando non insegna, cosa le piace fare?
Quando non lavoro per le lezioni o per la ricerca, vengono i doveri di casa o le faccende da sbrigare. Il tempo libero cerco di passarlo in famiglia o con gli amici. Quando posso ascolto musica, vado in piscina.

x